5.30.2011

Ale: PanicMan (il cugino che scatenò il panico)

Mio nonno è stato recentemente ricoverato d’urgenza per una leggera ischemia che ha preoccupato tutti. Nella mia famiglia ricoverare d’urgenza qualcuno può creare diversi disagi che passano sempre alla storia e che poi vengono puntualmente riproposte come storielle di anno in anno, magari qualche volta subiscono dei mutamenti ma alla fine hanno sempre la stessa conclusione.
Ne ricordo tante di storie, ma raccontarle tutte vorrebbe dire star qui una vita, ce ne sono a vagonate sul nonno, una divertentissima sulla nonna, alcune su mio padre, altre su zie, cugini, parenti di ogni grado, ce ne sono davvero, davvero tantissime e devo dire che quando si rivangano delle storie brutte sono sempre piacevoli da riascoltare, generalmente preferiamo raccontarci queste storie in casa piuttosto che metterci a piangere sulle disgrazie. Fortunatamente non siamo persone che vivono rimestando sempre le cose brutte.
Ultimamente però il nonno ci ha fatto prendere uno spavento bello grosso e attualmente è ancora in ospedale. L’aneddoto che negli anni sarà raccontato a tal proposito sarà sicuramente quello relativo al caos generato dal mio adorato cugino Alex.


Mi sveglio presto domenica mattina e siccome gli orari di vista negli ospedali fanno schifo (ma hanno le loro buone ragioni) e sapendo che nel pomeriggio avrei dovuto accompagnare mio padre in campagna a raccogliere le ciliegie e che questo sicuramente mi avrebbe messo fuori portata una visita pomeridiana/serale, decido di organizzarmi. Vengo a sapere che mia zia sarebbe andata dal nonno per l’ora di pranzo così provo a telefonarla sul cellulare per avvertirla che mi sarei accodata, ma era spento. Pensando che fosse scarico decido di chiamare mio cugino Alex che di solito l’accompagna, ma mi risponde che la zia doveva essere sicuramente in ospedale. Riaggancio e chiamo il nonno ma mi risponde che zia non è neanche da lui.
“Vabbè”, mi dico “la chiamerò più tardi”.
Il cugino Alex, tuttavia, comincia una vera e propria persecuzione mentale nei confronti della nonna, ma questo è un fatto che sono venuta a sapere dopo. Mentre io abolivo l’idea di telefonare a zia, lui, preoccupato del mutismo del cellulare di sua madre, chiama la nonna chiedendole se si trova lì, ma la nonna, ignara ancora di tutto quel che sarebbe successo, afferma d’essere sola. Appena riagganciano nonna va in iperventilazione e chiama mia madre per raccontarle l’accaduto. Riagganciano.
Alex attende un po’, poi richiama la nonna dicendole che avrebbe chiamato i Carabinieri per denunciare la scomparsa della zia. Riagganciano.
Alex mi chiama dicendomi che è preoccupato.
La nonna chiama non so bene chi.
Intanto viene mobilitato lo zio, che è a lavoro, il nonno, che è in ospedale, il vicino di letto del nonno, il reparto intero, i vicini di casa di nonna, la CIA, l’FBI, Squadra Antimafia, Chi l’ha visto?, i RIS di Roma, insomma, un elevato, probabilmente eccessivo, di gente si mobilita telefonicamente alla ricerca della zia scomparsa.
Alex richiama la nonna, che dopo l’iperventilazione era già mezza stesa sul pavimento, e le dice che avrebbe sicuramente chiamato i Carabinieri. Dopo attimi di panico, in contemporanea nazionale, mi arriva un SMS e la chiamata a casa della nonna: la zia era stata ritrovata, era andata a messa.
Ne sono seguite minacce contro la zia ed elogi a mio cugino Alex per averci inconsapevolmente regalato un’altra storia da raccontare.

Grazie Ale! 

2 commenti:

  1. Morale della favola la colpa è del padre Eterno?
    O___o

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  2. No, di mio cugino ovviamente! U__U

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