5.25.2011

Leggende tradizionali

Mi è stata narrata una storia, una storia vera ma che viene considerata quasi una leggenda.
Si dice che in città come Milano, Bologna, Verona e Firenze, quando si eseguono dei lavori pubblici, gli anziani pensionati intenti a passeggiare giulivi per le vie, avvistano i lavoratori a 10 km pur avendo la cataratta, raggiungono esanimi il punto di lavoro, osservano con fare circospetto quello che si sta facendo e poi commentano qualcosa come se fossero degli esperti nel campo (e magari durante gli anni di lavoro hanno fatto i fruttivendoli).
In città come Napoli, Salerno, Palermo e Bari la leggenda subisce dei mutamenti pur mantenendo caratteristiche simili. I giovani pensionati che non hanno altro da fare se non passeggiare per le campagne fino a mezzogiorno per poi tornare a casa esanimi, pranzare e riacquistare le forze con un pisolino pomeridiano, dopo aver fatto ciò non hanno più nulla da fare tutto il giorno e siccome per loro è un affronto imperdonabile portare a spasso il cagnolino e raccoglierne anche la cacca dal marciapiedi, decidono di trascorrere il loro tempo in maniera diversa. Ascoltando i pettegolezzi delle donne scoprono in che punti del quartiere si stanno effettuando dei lavori, di qualunque tipo, dal risanamento delle strade (raro) alla costruzione di una nuova palazzina, fino alla ristrutturazione di un appartamento privato. Così si mettono in moto: si sollevano dalla loro sedia preferita, dicono alle sguattere che chiamano mogli che torneranno presto e vanno alla ricerca del loco indicato, una volta trovato ci si piazzano dinanzi senza proferir parola e osservano… osservano… osservano… non fanno altro. Non commentano, non si muovono, quasi non respirano, a volte scorreggiano, ma osservano in silenzio e basta come se stessero guardando il film più bello del secolo. Se ne stanno lì, ore ed ore, anche se gli operai hanno staccato il loro turno, quello è lo spettacolo che il loro quartiere ha da offrire e loro lo colgono appieno. Se si tratta di un appartamento privato non si limitano mica ad osservare dalla strada: suonano il citofono, si spacciano per volantinai, entrano nel portone e si piantonano di fronte alla porta d’ingresso dell’appartamento, in alcuni casi aiutano gli operai, ho visto capocantieri avere pena di loro e quindi ingaggiarli.

Insomma, per concludere abbiamo capito che le leggende sono tutte uguali ovunque ci si trovi, cambiano solo alcune sfumature, ma c’è un’altra cosa che non può sfuggire al nostro occhio di lettore attento ed è il fatto che i pensionati non hanno davvero un cazzo da fare tutto il giorno.

4 commenti:

  1. Mio padre è pensionato eppure:
    -lavora alcune mezze giornate(in regola)da un suo amico...a volte anche giornate intere
    -pratica ciclismo
    -viaggia spesso con mia madre
    -ha sempre qualche lavoretto da fare in casa o pratiche da seguire(il commercialista, la banza, etc etc)

    morale: lui qualcosa da fare la trova sempre perchè non riesce a starsene con le mani in mano! XD

    (Stefy)

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  2. Eh... siamo italiani. E ogni quattro anni, ad ogni mondiale di calcio, diventiamo tutti allenatori!
    E' l'unica cosa quella che ci rende davvero tutti uguali, pensionati, operai, artisti di strada, casalinghe, disoccupati, drogati, gelatai...

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  3. Si Stefy, è un intervento giusto per far sorridere. ^__^

    Shee, pure io divento allenatrice durante i mondiali e premetto che di calcio non ci capisco una pippa. XD

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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