6.01.2011

Classificazione Umana

Il figlio del titolare deve dare un esame di chimica all’università e siccome non studia lo hanno mandato qui in ufficio, così libero da distrazioni dovrebbe studiare. Sono tre giorni che viene e non gli ho ancora visto sfogliare il libro, prendere un appunto, sottolineare una frase. Mi ha fatto pensare che personalmente catalogo le persone in tre diversi gruppi che chiamerò “i pienissimi”, “i mezzi pieni” e “i vuoti”.
Premettendo che secondo me ogni essere umano è diverso per carattere, forma, colore e tutto quello che ci sta intorno, penso che gli uomini abbiamo la straordinaria tendenza alla curiosità, allo studio, alla ricerca, a farsi domande, ad avere obiettivi e passioni e a farsi problemi che poi richiedono una soluzione. Vado quindi a spiegare i significati delle categorie.

I “pienissimi” sono quelle persone che hanno decisamente troppe passioni, troppi obiettivi e troppi problemi, hanno talmente tanta roba a cui pensare che non sanno dove metter mano e generalmente finiscono per non quagliare un cazzo. Li considero un po’ come dei non vedenti: vedono tutto e niente. Hanno opinione su tutto, sanno tante cose e spesso aiutano i “mezzi pieni” a fare quel che devono e con loro si hanno delle bellissime conversazioni acculturate e interessanti.

I “vuoti” sono quelli che non hanno né obiettivi, né passioni, di conseguenza riducono la propria vita ad un nulla di fatto. Non hanno opinioni, vivono per vivere, la loro vita è sprecata. Che ci fanno sulla faccia della Terra se non contribuiscono alla loro crescita personale? Si piantano sulle futilità, sulle inutilità e non vanno avanti. Li considero solo dei pesi per il genere umano, delle persone che stan lì a far numero e nulla di più.

I “mezzi pieni” invece, si dividono a loro volta in due sottogruppi: i “mezzi pieni veri” e i “mezzi pieni falsi”.
I “mezzi pieni veri” sono quelle persone che hanno un obiettivo o una passione e che vivono solo per quello, contribuiscono ad ampliare il sapere personale e altrui, si aprono il culo per far ciò che devono e lo fanno con piacere. Si divertono nel fare quel che fanno e qualche volta, se la fortuna li guarda con occhio benevolo, riescono anche a spuntarla sui propri desideri.
I “mezzi pieni falsi” invece, sono persone che hanno un obiettivo o una passione, contribuiscono ad ampliare il loro e l’altrui sapere, si divertono nel fare quel che fanno, ma si pompano talmente tanto che non concludono nulla. Sono talmente orgogliosi di loro stessi che finiscono per dare più attenzione alla bocca che al cervello, sbandierano i propri propositi onorevoli per darsi notorietà sugli altri (generalmente sui “vuoti”) ma danno troppa poca attenzione a ciò che fanno e si perdono strada facendo. Mi spiace molto per loro perché hanno le capacità di darsi pace, ma non lo fanno.

Non vi chiederò a quale categoria vi sentite d’appartenere, io sicuramente non sono un “vuoto” (altrimenti non avrei scritto questo intervento), ma non mi sento di dire neanche che sto o con i “pienissimi” o con i “mezzi pieni”, forse ho due piedi in una scarpa. Però vi domando: avete capito a quale categoria appartiene il figlio del titolare? E’ facile! 


2 commenti:

  1. A nessuna. Quello tra poco non farà nemmeno più ombra, una volta adulto non se lo cagherà più nessuno, a meno che babbino non gli lasci una caterva di soldi e allora qualche fica la potrà trovare, ma nulla più.
    Tempo dieci giorni e di lui non si sentirà nemmeno il puzzo di culo su quella sedia nel tuo ufficio dove adesso l'hanno fatto sedere.

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  2. Penso esattamente la stessa cosa e se devo dirla, mi spiace per lui e per quelli come lui che non sanno cosa voglia dire vivere davvero. Vivere davvero non vuol dire solo divertirsi con i soldi del papy, è questo che ancora non capiscono e probabilmente non capiranno mai. Poveracci!

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