6.20.2011

Tipi di pedoni

Era da un po’ che non scrivevo, lo ammetto, ma vi avverto se vi aspettavate qualcosa di serio, bè, scordatevelo!
Dunque, da quando ho preso la patente e per quelle poche volte che uso la macchina durante l’anno, perché odio le auto e detesto il traffico, ho affrontato con più consapevolezza cosa voglia dire essere automobilisti e devo dire che Gioele Dix ha ragione quando dice che gli automobilisti sono costantemente incazzati. Generalmente la mia rabbia non si riversa sugli altri automobilisti, sebbene qualcuno un “ma guarda ‘sto imbecille” se lo prende di tanto in tanto, ma le mie incazzature cambiano di grado passando dai motorini, ai ciclisti per finire alla punta di diamante: i pedoni. C’è anche da ammettere che molte donne al volante, io compresa, fanno davvero schifo eh!
Ma fino a quando ho portato la macchina il problema restava al “vabbè al volante ci s’incazza sempre”. Quest’anno però io e Tiz abbiamo voluto cercare un modo per risparmiarci, almeno in parte, i soldi della benzina, visto che continua inesorabilmente a salire, così mi sono comprata una bella bici, l’ho chiamata Beri perché l’ho comprata da Bari, chi è barese capisce il giro di parole. Ogni mattina prendo Beri e vengo in ufficio, ma anche sulle due ruote c’è la possibilità di perdere le staffe. Generalmente la mia incazzatura cambia di grado passando da le piste ciclabili fatte male, le strade dissestate, le macchine che si stringono sulla destra o parcheggiano sulle piste ciclabili e i dannatissimi pedoni, si, ancora loro.
Allora, io sono stata pedone tutta la vita e solo ora mi rendo conto di quanto possiamo risultare cacacazzi posti al di fuori delle nostre abitazioni. Ci sono vari tipi di pedoni sebbene di varianti ce ne siano infinite specie, ma andiamo ad illustrare quelli più conosciuti.

1) La massaia: è una donna, generalmente anziana, che esce di casa per fare la spesa. Nonostante i calli ai piedi esce dai negozi carca di buste e incurante di tutti e di tutto, come se il suo zoppicare servisse come giustificazione, si butta in mezzo alla strada facendo inchiodare, talvolta anche tamponare, le automobili di passaggio. La cosa peggiore di questo strano scherzo della natura è che spesso non solo ignora la strada ma anche le regole del vivere civile, attraversa in obliquo, ad esse, a zig zag, a triangolo e nei casi più gravi si ferma tra le carreggiate per salutare qualcuno o riprendere fiato. A volte può spuntare come un fungo dalle automobili parcheggiate sul ciglio della strada.
Se ne possono trovare alcune varianti “la massaia con il passeggino”, “la massaia con il carrello della spesa” e “la massaia con la borsa munita di rotelle” ognuna pericolosa quanto la prima. A nulla serve cercare di farle capire che così rischia d’ammazzarsi.

2) L’anziano a passeggio: tremendo! Anche lui, munito di bastone, zoppicante e malconcio, si butta tra le carreggiate delle strade e se qualcuno inchioda al suo passaggio si ferma di fronte all’automobile, passa il bastone all’altra mano, alza la prima in segno d’ammonimento e indignato continua la sua zoppicante traversata. Nei casi più gravi sbraita parolacce e sputa.

3) I caffeggianti: ed io rientro spesso in questa categoria. Sono quegli individui che durante l’orario di lavoro propongono un caffè collettivo. Invitano tutti, amici, colleghi, titolari, passanti e parenti formando comitive di trenta persone che quando entrano nel bar il barista si strappa i capelli e si mette a fare i capricci dietro il bancone. Qui da me, nella mia città, questa categoria è fortemente sentita e molto di moda, ma sentite cosa combinano lungo il tragitto uffico-bar, bar-ufficio. Escono dal posto di lavoro sorridenti, allegri e incuranti di tutto, i marciapiedi per loro sono un optional, li vedono restrittivi e decorativi per la città, pertanto camminano lungo le carreggiate fermando tutte le automobili di passaggio, creando disagi per chilometri e nonostante tutto restano piantonati in mezzo alla strada diretti verso la loro meta raccontandosi barzellette. All’uscita dal bar, quando tutto sembra essere tornato tranquillo, la mandria di lavoratori in pausa torna a far di sua proprietà la strada, vane risultano le strombazzate con i clacson, le acide apostrofazioni degli automobilisti e i palesi tentativi d’investimento, i caffeggianti occupano tutte le carreggiate disponibili e di lì non si sposteranno fino al raggiungimento della meta, cascasse il mondo.

4) Genitori a passeggio: escono di casa con al seguito la propria prole e per dargli un’adeguata istruzione alle regole stradali camminano sui marciapiedi per qualche minuto, dopodiché abbandonano la civiltà per riversarsi in strada, camminano disorientati per qualche metro, poi tornano sui loro passi, poi tirano dritto, poi deviano a destra, poi a sinistra, poi in obliquo, poi fanno zig zag tra una carreggiata e l’altra, poi avvistano un conoscente e si fermano a parlare in mezzo alla strada, alle seguenti strombazzate dell’automobilista che li ha sopportati fino a quel momento si spostano sul marciapiedi e quando i loro figli si buttano in mezzo alla strada nel tentativo di giocare, li inseguono, li agguantano e li sgridano con la seguente frase: “ma non vedi che passano le auto?”. La contraddizione fatta persone.

5) Quelli che rispettano i semafori: sono pedoni che restano sul ciglio del marciapiedi aspettando che il semaforo per i pedoni gli dia il via per attraversare, ma la regolarità della faccenda finisce qui. Se ne restano piantonati sul ciglio della strada per tutta la durata del verde, allo scattare dell’arancione cominciano ad entrare in fibrillazione, con il rosso si buttano in mezzo alla strada. Degli emeriti imbecilli!
Di questo individuo se ne possono trovare diverse varianti, tutti con lo stesso grado di pericolosità: “quelli che hanno fretta”, “quelli che parlano al cellulare” e “quelli che parlano al cellulare e litigano con l’interlocutore”. In alcuni casi il “genitore a passeggio” può manifestarsi anche in questo aspetto.

Parliamoci chiaro, i pedoni sono la categoria più antipatica che esista sulla faccia della terra, tutto gli è dovuto e pensano d’aver sempre ragione. Da quando ho preso consapevolezza di questi terribili aspetti cerco di rispettare il più possibile le regole stradali, ma bisogna anche ammettere che spesso sono gli stessi automobilisti che istigano il mal comportamento dei pedoni.

Per risolvere il problema dei pedoni indisciplinati ho chiesto il parere di un esperto in materia: Tiz.
Tiz afferma che se ogni pedone venisse immatricolato e sul culo gli si schiaffasse una targa, il problema sarebbe in parte risolto.

Anticipazioni: nella prossima puntata parleremo approfonditamente delle varie tipologie degli automobilisti. Vi auguro buona serata!



2 commenti:

  1. Ahahaha Mad al periodo : "Se ne possono trovare alcune varianti “la massaia con il passeggino”, “la massaia con il carrello della spesa” e “la massaia con la borsa munita di rotelle” ognuna pericolosa quanto la prima" sono caduto dalla sedia!

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  2. XD Piacere di sentirtelo dire! XD

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