1.21.2012

Cabaret nostalgico

Ieri sera in TV c'era la 100° puntata di Zelig.
Sarà stupido da dire ma Zelig è una delle poche costanti della mia vita, un filo che lega passato, presente e futuro.


Premetto che io in televisione guardo solo due cose con piacere immenso, i cartoni animati (generalizzo perchè non mi piacciono solo quelli giapponesi) e i programmi/film che fanno ridere. La roba triste e seria mi deprime, soprattutto perchè in questi ultimi anni anche scorreggiare in TV viene presa come una cosa importante e pesante.
Ma non divaghiamo!
Ieri sera guardavo la 100° puntata di Zelig, per festeggiare questo momento furono invitati tutti i comici della prima puntata in prima visione di Zelig Circus. A quel tempo già lo conoscevo come programma. Era una trasmissione televisiva che davano tardissimo, se la vedevi la mattina dopo dovevi svegliarti con le cannonate. I comici venivao presentati da Claudio Bisio su un palco piccolissimo e semibuio e il pubblico era schiacciato su delle sedie talmente conficcate sotto il palco, che se il comico sputava erano cazzi. 


Era la prima trasmissione di cabaret che vedevo, forse era la prima che davano alla TV italiana, questo non lo so, quello che mi ricordo però era che a vederlo eravamo in quattro gatti spelacchiati. Frequentavo la scuola media all'epoca, il periodo più bello della mia vita, quando la mattina entravi in classe si vedeva subito chi aveva guardato Zelig la sera prima perchè avevano tutti la stessa faccia di cazzo: occhi gonfi e un sorriso ebete stampato sulla faccia. 
Facevano ridere tutti all'epoca i comici, pochi ma buoni erano. Poi il programma passò in prima serata e lì ci fu il BOOM: tutti lo vedevano e tutti lo amavano!
I miei genitori pensavano fosse un programma di stupidi ma li costrinsi a guardarlo lo stesso e alla fine se ne innamorarono. Erano sempre pochi i comici in quel periodo, ma era quanto di meglio c'era in piazza.
Con l'arrivo di Zelig in prima serata ricordo che qualcosa nell'aria mutò, noi assidui fan non avevamo alcuna intenzione di perderci un solo secondo di trasmissione. Al pomeriggio, dopo aver finito i compiti, ci incontravamo al muretto della posta, quante risate ci saremo fatti su quel muretto? Passavamo le serate lì, eravamo un bel gruppo all'epoca, poi crescendo ci siamo dispersi, almeno però l'amicizia è rimasta. La sera in cui c'era Zelig ricordo che sparivamo subito, ci incontravamo giusto per vederci e farci due chiacchiere, ma poco prima dell'inizio del programma correvamo tutti a casa. Ricordo che una sera restammo a chiacchierare più del solito quando qualcuno guardò l'orologio ed esclamò con terrore: "Zelig inizia tra cinque minuti!". Ci salutammo al volo e schizzammo tutti a casa, abitavamo tutti nelle vicinanze fortunatamente. 


In quel periodo nacquero molti altri programmi di cabaret notturni, oggi non ricordo più neanche un nome. Erano ovunque, li trovavi sulla vecchia Tele Monte Carlo (ve lo ricordate questo canale?), su Rete 4, Rai 1... prima si che avevi da guardare! Oggi abbiamo 10.000 canali e un cazzo di programma decente, ieri avevamo 9 canali e tutti programmi come si deve. 
I programmi di cabaret notturni che imitavano Zelig li guardavamo lo stesso noi fan e con sdegno li commentavamo il giorno dopo. Ormai eravamo abituati alle ore piccole, sembravamo degli uccelli notturni: la mattina si dormiva in classe e la sera facevi 10 cose diverse in un secondo. Oggi Tiz mi domanda con sgomento come faccio a stare sveglia fino alle due di notte, la colpa è di Zelig amore mio.


Zelig. Quanti ricordi sono legati a questa trasmissione. Mi piacerebbe incontrare Bisio e dirgli "sono cresciuta con te e il tuo programma". A Zelig è legato indelebilmente il mio passato, ma mi proietta anche verso un futoro dove mi chiedo se riuscirò a guardarlo con i miei figli.
Oggi Zelig è cambiato, ha tante luci, tanti ospiti, balletti, stacchetti, sigle e soprattutto un palco enorme! Del vecchio cabaret notturno è rimasto Zelig off che vuole ricalcare un pò la vecchia onda. I comici sono cambiati, non ci sono più quelli dei tormentoni divertenti, quelli che ti facevano ridere davvero a crepapelle con un gesto, oggi ci sono tanti comici, uno ti fa ridere, l'altro no, altri addirittura ti fanno piangere. 
E' così, la vita è un continuo mutarsi, non possiamo restare legati nostalgicamente al passato, Zelig è un pò come la metafora della vita: siamo tutti su un palco a dire barzellette, ma prima o poi il sipario cala e al tuo posto compare un nuovo comico.

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