1.02.2013

Prove generali

La festa di Capodanno, da sempre, è stata la mia festa preferita. E' uno di quei pochi eventi più carichi di speranze di tutto l'anno, ha la propensione alla pulizia e alla depurazione dalla negatività dell'anno che sta per chiudersi, è carica di tradizioni, usanze e gesti scaramantici, insomma ha tutto ciò che si può desiderare da una festa tipicamente popolare senza i fronzoli dell'etica morale.
A me il Capodanno fa sorridere perchè mi ha sempre dato l'impressione che fosse il giorno del giudizio, come se una guerra alle porte stesse terrorizzando la popolazione. E' come se scoppiasse il panico generale, come se si facesse una prova antincendio nazionale. 
Dalle mie parti il giorno di capodanno è così scandito:

1. La spesa per il megacenone (quest'anno poi sembrava essere in un girone dell'Inferno di Dante visto che il 31 capitava proprio di lunedì). Donne, armate di carrello, elmetto e borsetta ferrata, si fanno largo a spintoni e gomitate tra gli scaffali dei supermercati arraffando a più non posso e mettendo a dura prova la pazienza dei commessi. Si destreggiano in file chilometriche, sbuffando di tanto in tanto come rinoceronti inferociti e non contente, una volta terminata l'immane impresa, salgono a cavallo delle loro auto e partono imperterrite verso nuove mete di supermercati.

2. Ora di pranzo. Le casalinghe, rientrate tardi dopo la spesa, sudate, trafelate e con i vestiti strappati, preparano quella che sembra la dieta di Fassino dopo le feste. "Manteniamoci leggeri" dicono ai mariti delusi lasciando correre la fantasia su distese incommensurabili di cibo che manderebbero in overdose anche un elefante.

3. L'evacuazione. Orde di auto in viaggio verso mete sconosciute affollano le strade dando origine a quello che sembra un esodo di massa. In ogni dove spuntano magicamente banchetti abusivi, con venditori ambulanti abusivi, che vendono petardi abusivi. Nell'aria si spandono boati non identificati, come se cacciabombardieri impazziti bombardassero l'area ad intervalli irregolari.

4. Il cenone. L'ora fatidica è arrivata, le strade si sgombrano fino a diventare deserte, i banchetti abusivi spariscono così com'erano apparsi e dalle case giunge il vocio di mille persone ammassate in piccoli spazi vitali. La fine del mondo è vicina!

5. L'attesa. Tutti attendono con reverenziale esitazione l'annuncio. Le televisioni sono tutte sintonizzate sul faccione di Carlo Conti che presenta da Rai1, che con il suo tipico sguardo grave sembra aver avuto l'ingrato compito di dare una brutta notizia all'Italia.

6. 3... 2... 1... BOOM! Parte il bombardamento, in TV appaiono i classici culi ballerini e la gente si stringe in accalorati auguri e rumorosi stappi di bottiglia, minimizzando tutti i preparativi e le attività svolte fino a quel momento.



Non so voi ma a me sembrano davvero le prove generali per l'arrivo di una guerra e la cosa che mi fa letteralmente spisciare è il fatto che, nonostante i preparativi e nonostante ci proviamo ogni anno, la fine è sempre la stessa: se dovesse arrivare una guerra è palese che saremo così stupidi da restare rintanati nelle nostre case.

W L'ITALIA!

1 commento:

  1. Molto bello questo post, hai descritto il capodanno di molti!!!

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