2.09.2013

La crisi: un’opportunità


Lo so, è un post lungo, ma ci tengo che lo leggiate perchè mi piacerebbe sentire i vostri pareri al riguardo.

Tutti ci siamo lamentati della crisi almeno una volta nell’ultimo anno. Una crisi economica non è diversa da tante altre crisi, può essere una crisi personale come una separazione, un momento di stress o una serie di sfortunati eventi. Io mi sono ritrovata circa otto mesi fa senza lavoro, nel bel mezzo della crisi economica, con un tasso di disoccupazione mai toccato nella storia dell’economia, quando avrei dovuto cominciare a pensare al futuro mi sono ritrovata senza radici e sono crollata. Rialzarmi non è stato facile, però dopo una crisi ci si rialza sempre, basta un po’ di voglia di fare dico io e un pizzico di faccia di culo. Ho dovuto dimenticare tutto ciò che è stato e ricominciare dall’inizio. Mi sono arrabbiata, mi sono depressa, ho scalpitato per la frustrazione, ma alla fine eccomi qui, a parlarne e a pensare che dopotutto una crisi non è sempre una cosa negativa.
Questa crisi economica che ha colpito la nazione viene vista da tutti come un orrendo demone distruttore, io ho imparato a guardarla da un altro punto di vista. Secondo me questa crisi sta ridimensionando la nostra vita. Ci è piaciuto vivere nell’agio, nel lusso, spendere e spandere era un motto, ci siamo adagiati sulla falsa promessa della comodità e adesso che ci viene tolta sembra che il mondo stia crollando. Invece di lamentarsi e stare sempre a piangersi addosso sarebbe utile stringere i denti e nuotare verso l’alto. Vedete la crisi come un modo per ristabilire le priorità della vostra vita. Economizzare, risparmiare, riciclare, mai più di ora queste parole assumono significato. Imparare a cavarvela da soli, andate a trovare i nonni e fatevi dire come facevano loro a sopravvivere senza gli agi dei giorni nostri. Ingegnatevi, pensate, tagliate via il troppo (come l’abbonamento internet per il cellulare ad esempio, sembra che nessuno possa farne a meno ormai!), riducete all’essenziale. Ridurre all’essenziale renderà l’essenziale (oggi perduto coperto tra mille altre cose superflue) ancora più bello e speciale.
Non so voi, ma io da otto mesi sto riscoprendo il piacere di stare con me stessa, di prendere la vita per ciò che mi da senza pretendere troppo e soprattutto sto imparando a cavarmela.
Basta sprechi, basta agi, basta usa e getta, basta prendi e porta via, basta con questo piatto pronto, liberatevi della zavorra e uscirete dalla crisi ancor prima che finisca e saremo noi stessi a metterci sopra la parola fine. Lasciate perdere le televisioni ed i giornali che non fanno altro che creare panico e terrore, uniformano i pensieri. Disintossicatevi! Vivete! Nuotate verso l’alto!

"Non possiamo  pretendere che  le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
 La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla  notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi  supera sé stesso senza essere 'superato'.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle  persone e delle nazioni  è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il  conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che  è la tragedia di non voler lottare per superarla."
Albert Einstein


E per concludere ecco la canzone che dovrebbe diventare il nostro inno nazionale.
Forza Italia, ce la puoi fare!


2 commenti:

  1. Bello.
    Fossimo tutti così!
    Io per esempio vado più sul rassegnato e la penso più o meno come diceva Troisi: "meglio 50 giorni da orsacchiotto" (che 1 da leone o 100 da pecora)

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    1. Ahahaha... hai ragione, ci sono passata anche io. Ho il grande difetto d'essere una persona ottimista (che oggi è una qualità non proprio positiva visto che finisco sempre per restare delusa), però non mi pento di vedere la cosa da un altro punto di vista, almeno non mi rovino il fegato. XD

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