6.02.2013

Il miracolo della vita

In questi ultimi giorni ho visto gente lamentarsi di aver ricevuto dei soldi senza sapere il perché, chi si lamentava di non essere servito mentre le sue richieste venivano eseguite con zelo, chi affermava d'essere abbandonato a se stesso pur avendo mille persone a sostenerlo e chi lamentava addirittura il fatto d'essere italiano.
Siamo a Giugno ed io guardo indietro: l'anno scorso, proprio durante questo periodo, ero io a lamentarmi perché avevo perso il lavoro e perché ero appena uscita da un periodo difficile e mi si parava difronte un periodo ancor più complicato. Oggi sono qui, a guardarmi indietro, dopo aver superato gran parte degli ostacoli che mi avevano demoralizzata all'inizio e vedo, intorno a me, tanta gente lamentarsi per cose molto meno gravi, per ostacoli molto meno alti.
Mi viene da pensare alle persone che mi sono state vicine in questo ultimo anno: la mia famiglia.
Si perché gli amici sono importanti, ma nel momento del bisogno spariscono, oppure sono lì ma non hanno la possibilità materiale di darti una mano e a quel punto sei tu ad allontanarli. 
La famiglia invece è sempre lì, che ti sostiene, che ti aiuta. Sempre! 
Oggi mi rendo conto che la famiglia, l'appartenenza ad un gruppo, è una cosa importante, una cosa fondamentale, una cosa che spesso sottovalutiamo. Nelle famiglie c'è sempre la persona che non sopporti, chi non la pensa come te, chi ti fa i dispetti, chi ti odia, ma questo non deve impedire alle persone di stare insieme, di costruire un rapporto, perché il tempo a disposizione che ci viene concesso su questo mondo è relativamente breve (e ultimamente sta diventando ancor più breve del normale) e non deve essere sprecato.
Spesso sento dire dalle persone che hanno una famiglia divisa, rovinata o non presente. Bè io credo che se vuoi far funzionare una cosa devi essere tu per primo a fare il passo avanti, così nella famiglia così come in altri aspetti della vita quotidiana.
Dobbiamo imparare prima di tutto a prendere i problemi più leggeri per quello che realmente sono, senza renderli più pesanti del dovuto, dobbiamo imparare ad apprezzare quello che ci capita senza doverci necessariamente lamentare di qualcosa, dobbiamo imparare poi a pensare per il gruppo, perché non ci si può aspettare che siano sempre gli altri a fare il passo avanti e per quelli che si lamentano dell' Italia, bè sappiate che l'Italia siete anche voi e se voi per primi non credete nella vostra nazione, nel vostro gruppo, nella vostra famiglia, allora siete voi stessi a renderla così inospitale: la condannate a morte.
Non aspettate che siano sempre gli altri a fare qualcosa, ognuno di noi deve fare la sua parte. 
Vi invito quindi a guardarvi intorno: se avete un problema fate un bel respiro e affrontatelo, chiedetevi se è davvero così insormontabile, chiedetevi se è possibile risolverlo, chiedetevi se volete davvero risolverlo o se preferite restare lì e lamentarvene; se avete una famiglia osservatela con attenzione e chiedetevi che cosa sareste e dove sareste, senza di essa, chiedetevi se i problemi famigliari siano davvero così insormontabili, prendete in considerazione il fatto che siete voi stessi ad allontanare la vostra famiglia, chiedetevi se davvero con quelle persone avete trascorso dei momenti così orribili, chiedetevi se non ci sia stato un momento con loro che non vi abbia rallegrato e se c'è, allora aggrappatevi a quello e cercate in tutti i modi di ricreare quell'unione famigliare ormai perduta. Parlate con i vostri familiari, stuzzicatevi bonariamente, fatevi due risate, raccontatevi storie e avvenimenti e vedrete che tanti muri cadranno con un colpo solo.
Siate più sereni, più leggeri nelle cose, apprezzate di più quello che vi viene offerto, amate la vostra famiglia e la vostra nazione così com'essa vi ama (perché vi ama, ve lo giuro!), vedrete che la vita vi sorriderà di più, perché vivere è un miracolo e non va sprecato per la frenesia, la moda o i problemi del momento, godetevela con le persone che vi amano!

E su questo consiglio vi dedico il mio nuovo racconto, sperando che vi sia gradito.


3 commenti:

  1. Hai ragione. Spesso i problemi in famiglia nascondo dal rendere enormi problemi che in realtà sono piccoli come mosche.

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  2. Io la penso come te; l'appartenenza ad un "consorzio" è elemento fondante per l'uomo (così come per gli animali). A volte rifiutiamo la famiglia o gruppi che non ci entusiasmano particolarmente, ma con l'età comprendiamo che le comunità non sono fatte da tutti-intelligenti-simpatici, ma non per questo sono da disprezzare.

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