10.21.2013

L’Italia agli italiani

In questi giorni la Francia è spaccata in due a causa di una quindicenne immigrata che lo Stato vuole rimpatriare nel suo paese perché trovata senza permesso di soggiorno. I movimenti studenteschi si mobilitano, scendono in piazza e protestano.
Io non sono razzista, leghista, mussoliniana o qualunque altra etichetta il titolo di questo post possa far pensare, ma penso che lo Stato francese stia facendo la cosa giusta. Li vorrei vedere io tutti quegli studenti protestanti se venissero qui in Italia. Vorrei vedere come si sentirebbero se con un tasso di disoccupazione alto a livelli astronomici e con una crisi economica, vedessero il proprio Paese gremito di gente che ha bisogno di aiuto. E a noi chi ci aiuta? Chi aiuterebbe allora i giovani italiani?
Io non penso che non si debba offrire aiuto, ma penso che per aiutare gli altri dobbiamo prima permettercelo. Sono pienamente d’accordo nel dare ospitalità agli immigrati, ma sono anche a favore che vengano rimpatriati e se proprio non è possibile rimpatriarli allora che vengano spostati in paesi che possono permettersi di aiutarli.
“Eh, ma quando gli italiani sono stati emigranti venivano accolti” mi senti spesso dire. Si ma i paesi che gli accoglievano avevano la possibilità di accoglierli, di dargli posti di lavoro, di permettergli di vivere quantomeno.
Probabilmente il mio sarà considerato un pensiero ingiusto, crudele, egoistico, ma io seguo una regola: posso dare agli altri finché è troppo per me. Non posso togliermi il pane dalla bocca per darlo a chi è più disperato di me, perché io non sono sicura di poter ricevere lo stesso aiuto.


Spero che l’Italia possa cominciare a pensare di più agli italiani, così come fa la Svizzera, la Francia, l’Austria e molti altri paesi europei. Non possiamo continuare ad accettare gente povera se noi per primi siamo quasi nella povertà. Come pretendono che possiamo aiutarli se non sappiamo neanche noi come arrivare a fine mese?


4 commenti:

  1. Ripeto: un paese è ciò che la televisione trasmette e la televisione trasmette ciò che il paese vuole comprare.
    La televisione italiana pubblicizza auto, telefonini con internet annesso a un tot il mese (nonostante uno possieda una flat a casa), prodotti per dimagrire, viaggi, profumi, cosmetici, alcolici...
    Questo perché il paese ha bisogno di comprare questa roba e un paese che compra questa roba significa che ancora mangia abbastanza da ingrassare e poi desiderare il prodotto dimagrante.
    Quando non ci saranno più vecchi con pensione a campare questo popolo disoccupato, ecco che la crisi si schianterà addosso ai di più e insorgerà la vera tragedia.
    Ma fino ad allora la televisione italiana, vista col satellite da uno che già non mangia più da mesi e non ha né telefonino, né auto e che dei prodotti per dimagrire non se ne fa (ovviamente) nulla, reclamizza un Bel Paese che aiuta e passa sovvenzionamenti, case, medicine, diviso dal resto del mondo solo da una ridicola striscetta di mare. Irresistibile, considerando che la si può traversare anche con un canotto.

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    1. Sono d'accordo. Spesso la TV nei paesi esteri più poveri è il classico specchietto per le allodole, il problema è che quando arrivano qui trovano un'altra situazione a avanzano, ovviamente, diritti. Purtroppo c'è molta gente che finge di non arrivare a fine mese ma molta di più invece finge di arrivarci, e lo dico perchè li vedo tutti i giorni a causa del lavoro che faccio. Non so cosa pensare del mio Paese, ma quello che di certo so è che non possiamo continuare ad ospitare esseri umani se non risolviamo i problemi di quelli che già sono qui. L'Unione Europea dovrebbe fare qualcosa, non chiudere le frontiere e lasciare all'Italia l'ingrato compito di ospitarli e non potergli offrire neanche un posto letto decente.

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  2. Gli emigranti del secolo scorso andavano verso paesi in espansione e ricchi di opportunità; qui da noi ora non abbiamo più né sogni né speranze...

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    1. Ecco, appunto. E' quello che dico anch'io.

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