1.29.2014

Le grandi mattanze invisibili

Devo essere sincera, non ho mai guardato i vegetariani ed i vegani con molta simpatia, non perché li reputi degli estremisti, ma perché io sono una naturalista molto convinta e sono a favore solo e soltanto della natura e se l’essere umano è nato onnivoro un motivo ci dovrà pur essere. Anche perché credo che essere vegani o vegetariani sia una vera e propria contraddizione, insomma, anche le piante sono esseri viventi, a tal proposito un recente studio ha dimostrato scientificamente che le piante non solo reagiscono ai suoni ma ne producono e questa produzione permette alle stesse di comunicare tra di loro, ergo le piante sono organismi viventi pensanti. Dire che si è vegetariani o vegani quindi perde ogni significato… quantomeno ai miei occhi lo rende addirittura ancora più ingiusto.


Ultimamente si è molto parlato della baia di Taiji in Giappone e della sua tristemente famosa “mattanza dei delfini” che si ripete ogni anno. Io l’ho trovata profondamente disgustosa e certe scene mi hanno talmente toccato la bocca dello stomaco da lasciarmi fortemente scossa per diverse ore, un po’ come quando osservai un documentario sulla caccia ai cuccioli di otaria nell'Antartico o agli stridii di dolore dei piccoli maialini durante l’atroce rituale della sterilizzazione a freddo. Ne sono rimasta talmente sconvolta da informarmi meglio e ho scoperto, ma questo lo sanno tutti, che in Giappone l’annuale caccia dei delfini non viene vista come una micidiale tortura per le povere bestiole che vengono mutilate da vive, bensì come una simpatica tradizione culinaria del posto.


 

Yoshihide Suga, il portavoce giapponese che ha parlato in difesa del suo paese, mi ha però dato motivo per riflettere. Ha fatto giustamente notare che la zona orientale del mondo non va a guardare in bocca alla zona occidentale e che se loro hanno le loro tradizioni culinarie, anche noi abbiamo le nostre. Cosa pensano allora di noi quei popoli che non mangiano il maiale, o quelli che ritengono i cavalli degli spiriti soprannaturali, o ancora quelli che ritengono le mucche sacre sapendo che anche noi abbiamo il nostro rito della macinazione da vivi (anche se, fortunatamente, non sempre è così)?




Sono contraria alla mattanza dei delfini, ma non posso restare indifferente al fatto che anche noi abbiamo le nostre macabre usanze. Io penso che l’uomo dovrebbe imparare a “mangiare” solo per bisogno e non perché non ha altro da fare, solo allora sarò in grado di giustificare la caccia in tutte le sue forme. Allora mi chiedo: a che serve essere carnivori, vegani o vegetariani? Non sarebbe meglio cercare di regolarizzare il nostro stile di vita limitando le produzioni di massa e lo spreco?
Insieme abbiamo chiuso il buco nell'ozono, gli esseri umani sono grandi perché pensano in grande per creare grandi cose, non si potrebbe lavorare tutti insieme per trovare una soluzione generale al problema della sovrapproduzione e del sovra spreco? Basterebbe solo trovare un sano equilibrio mondiale.


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