2.17.2014

Il dipinto stuccato

Ultimamente ha fatto il giro del mondo la notizia che un operaio, incaricato di ridipingere una parete al Museo dell'arte di Ravenna, ha inavvertitamente stuccato un’ingannevole opera d’arte che rappresentava il foro di un chiodo nel muro. L’opera d’arte in questione, dell’artista Eron , rappresentava uno specchio caduto e la sua ombra lasciata sul muro con il foro del chiodo dipinto in maniera tanto realistica da ingannare l’occhio dell’osservatore inesperto.





Non so voi, ma io ci ho riso su per dieci minuti buoni, non per l’accaduto ma per il suo significato. Insomma, questo gesto sta a spiegare palesemente che l’arte moderna ormai non trasmette più un cazzo di niente (e scusate il termine), per la maggior parte della gente è insignificante, non interpretativa, vuota, non trasmette niente, tanto che viene vista per ciò che è nella sua semplicità: un buco nel muro.
Metti lo stesso operaio nella Cappella Sistina o a San Pietro e guarda se non strabuzza gli occhi per lo stupore.


Ora, indipendentemente dalla bravura dell’artista, che non metto assolutamente in dubbio, nell'arte, specie nella pittura, vige una regola universale accennata per la prima volta dagli Impressionisti del ‘700, ovvero la libera interpretazione.
La libera interpretazione è ciò che ognuno di noi interpreta nel vedere un’opera, ciò che secondo noi l’autore vuole trasmetterci. Io, per esempio, in quest’opera intravedo nello specchio il nostro Io, noi stessi, che cadendo si è rotto, lasciando sulla parete l’ombra di ciò che è stato. E’ difficile spiegarlo a parole, nonostante abbia l’abitudine di scrivere romanzi, trovo immensamente difficile spiegare sensazioni così complesse. E’ come se quel quadro rappresentasse una caduta di noi stessi, un crollo psicologico, un dolore… ecco si, probabilmente dolore è la parola giusta per la mia interpretazione. Ma la legge universale della libera interpretazione non fa della mia un’interpretazione universale di quell'opera.
Io amo l’arte, in tutte le sue forme, ma non apprezzo molto l’arte moderna. Chi ha studiato storia dell’arte sa bene che l’arte del momento non piace mai subito e viene apprezzata sempre qualche decennio più tardi, ma io sono convinta che se un’opera è soggetta alla libera interpretazione bisogna anche spiegare agli artisti e soprattutto ai critici, che certe opere d’arte sono talmente astratte ed incomprensibili che non bisogna sorprendersi se poi qualcuno non riesce a trovarne il significato, o a captarne l’essenza o una sensazione.
In questo caso, per quell'operaio si trattava solo di un buco nel muro. E ci mancherebbe! Se l’avesse visto Michelangelo anche lui lo avrebbe ritenuto solo un cazzo di buco nel muro!

L’arte si sta facendo sempre più astratta e molto pochi sono quegli artisti che ancora riescono a trasmetterti un’emozione o una storia, tutti gli altri si limitano a scarabocchiare una tela bianca (e qualche volta non fanno neanche quello!). Non voglio essere quella che ama l’arte antica e disprezza quella moderna perché c’è anche tanta arte moderna che è bellissima e sa trasmettere tanto, dico solo che non bisogna dichiarare un opera tale solo perché lo ha detto un grande critico, perché spesso la critica è solo un elenco infinito di parole senza senso. Quando osservate un’opera fate un passo indietro e guardatela attentamente per qualche minuto. Chiedetevi cosa vedete e che sensazione vi trasmette. Se non vi trasmette niente il problema non è il vostro ma dell’opera, che nella maggior parte dei casi non ha nulla da raccontare.

2 commenti:

  1. Cara Maddy qui mi vai a toccare un tasto molto difficile.
    Innanzitutto a me all'universita' hanno insegnato che l'arte attuale viene chiamata contempiranea...la si puo' far partire da cezanne in poi piu' o meno; tra l'altro a me piacciono molto gli artisti del '900 e non nego che bisogna studiarli bene per conoscerli e capirli bene (e devi trovare anche qualcuno che lo sappia fare bene).

    Detto questo, io capisco il tuo punto di vista per cui un opera dovrebbe suscitare delle emozioni o cmq dei sentimenti, ma proprio perche' l'arte e' soggettiva, non ci puo' essere un opera minore rispetto ad un altra. Io sono un eretica, ma tutti quei quadri a soggetto mitologico o religioso dipintindal 1600 in poi fino aglinimoressionisti, ogni volta che li vedo boh, non mi suscitano niente, eppure vengono osannati da tutti i critici, considerati capolavori unici e ineguagliabili. Per carita' non lo metto in dubbio, ma appunto perche' ognuno ha la sua sensibilita' e il suo occhio critico, non e' detto che le sensazioni che trasmette - e se le trasmette- devono essere positive.
    Per esempio io amo Pollock, ogni volta che ho occasione di vedere un suo quadro imango affascinata, mi vengono i brividi, mi lascio trasportare dalle sensazioni che il quadro mi da...me ne porterei a casa uno! Eppure c'e' gente che dice "E' oribile! Lo farei meglio io!" Non sapendo in realta' l'anima che ci ha messo dietro l'artista.

    Tra l' altro l' arte contemporanea rispetto a quella moderna e' piu' incentrata anche sulle sensazioni, i disagi internie psicologici, una volta si prestava piu' attenzione alla forma e alla tecnica che al lasciarsi andare.

    Cmq voglio dire, questo fa un restauro e nessuno gli dice che quella e' un opera d'arte? Bisogna essere scemi forti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Me lo sono chiesto anch'io. Che cavolo, non c'era neanche una targhetta? :\

      Comunque io sono d'accordo con te sul fatto che le opere sono soggettive e vanno interpretate, l'ho anche scritto nell'intervento. Anche se a me quest'arte non da nulla non vuol dire che altri non la apprezzino. Sono comunque del parere che certa arte è del tutto pessima e non merita di stare in un museo o di essere stimata 10.000 euro.
      Mhà, sarò io quella strana ma quando guardo un quadro devo capire cosa mi sta trasmettendo l'artista non lo devo interpretare tra le mille sfaccettature di schizzi o ritagli di giornale incollati sulla tela con la vinavil.

      Elimina