4.27.2014

Articolo 8: Unione Italiana Religioni Neopagane

Una parte della comunità pagana in Italia sta lavorando per fare il così detto “salto di qualità”: vuole rendere la Wicca ed altre correnti neopagane (che non starò qui ad elencare) una vera religione, una religione riconosciuta dal nostro Stato.


Quando l’ho scoperto ho fatto i salti di gioia, mi sono detta che finalmente era il momento per noi di tirare fuori la testa, era arrivato il giorno in cui tutte le vittime dell'ingiusta caccia alle streghe sarebbero state riscattate, era il momento di dire a tutti: “sono un wiccan, la mia religione è come la tua, non è un gioco e pertanto chiedo lo stesso rispetto che do a te”. Ma mi illudevo grandemente.
Per chi non lo sa non starò qui a spiegare cos’è la Wicca, vi faccio piuttosto un riassunto molto, molto, molto sintetico e molto poco “reale”. La Wicca abbraccia diversi culti, devo sintetizzare per necessità, ma se avete domande il web è pieno di risposte (certe sono anche cazzate, ma perlomeno le regole sono pressoché univoche anche per i ciarlatani):

La Wicca è un movimento spirituale che riconosce il divino in due essenze fondamentali, il maschile ed il femminile, che si rinnovano nella natura e nei suoi cicli naturali.


Ovvio che si tratta di una mia interpretazione, torno a ripetere, estremamente sintetica.
Ora, alcuni movimenti pagani, come dicevo, si sono messi in moto per creare l’Unione Italiana Religioni Neopagane. Stando alle leggi italiane hanno dovuto operare in un dato modo, fondando un ente con le figure appropriate, elette dai membri iscritti all'ente, appunto, con cariche con mandato a scadenza. Una volta riconosciuto l’ente dallo Stato Italiano, si potrà procedere al riconoscimento di luoghi di culto e veri e propri rituali a seconda delle associazioni che verranno poi fondate. Non fatevi ingannare, è lo stesso procedimento adottato dall'Unione delle comunità ebraiche, l'Unione delle chiese Metodiste e Valdesi, le Assemblee di Dio (Chiesa Evangelica), l'Unione Chiese avventiste, la Chiesa Evangelica Luterana in Italia, l'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia, l'Unione Buddista Italiana, la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, la Sacra Arcidiocesi d'Italia ed Esarcato per l'Europa meridionale, la Chiesa Apostolica in Italia e l'Unione Induista Italiana.


Come sempre l’altra parte della comunità pagana italiana si dimostra ciò che è: bigotta, ignorante e cieca. 
Ho sempre sostenuto che molti pagani italiani non sanno ciò che fanno e neanche ciò che dicono, perché molti preferiscono restare nel loro angolo, isolati da tutti, a praticare i loro riti come fossero dei ragni in un buco: nessuno li deve vedere, devono restare all'oscuro e preferiscono che la gente si faccia una cattiva opinione di ciò che fanno piuttosto che spiegare che quello che fanno non è satanismo, come molti credono, ma un culto naturale. Questo comportamento genera, nel resto della collettività, un’idea sbagliata del culto che danneggia tutti, ma loro non lo capiscono, preferiscono fare le vittime, chiudersi nel loro bozzo, pensarla come credono, auto-convincersi che l'anonimato è meglio ed evitare il  confronto diretto.
Se solo si confrontassero, se solo non guardassero le altre religioni (specie il cattolicesimo) con sospetto e sdegno, se solo si aprissero, se solo lasciassero che il resto del mondo comprenda cos'è la Wicca, se solo aprissero il cuore per abbattere le barriere della diversità, forse non ci sarebbe neanche bisogno di creare un’Unione Italiana Religioni Neopagane.
Come al solito si sono dimostrati i bigotti che sono: all'uscita della bozza dell’Articolo 8 saltano fuori con frasi come: “non l’ho letto approfonditamente, ma già dico che non mi piace”. Allora, se non lo hai letto, se non ti sei informato, stattene zitto e non sentenziare, no?
No! Continuano con foga: “Perché dovrei pagare una quota per essere un pagano? Non mi pare che nelle altre religioni si paghi per essere un credente!”. Ma tu non paghi per definirti pagano, tu paghi per entrare come membro nell'ente e prendere parte alle decisioni importanti, decidere delle manifestazioni ufficiali o di avere luoghi di culto riconosciuti, parlare per i diritti dei neopagani allo Stato e votare il presidente e gli altri membri.
“Perché dovrei votare un Presidente? Perché dovrebbero decidere per me? Così ci sarebbe abuso di potere”. Primo: in un ente c’è sempre uno che fa le veci di tutti, anche le ONLUS hanno un presidente, un vice, un segretario eccetera; secondo: l’ente non decide per te, tu sei libero di fare ciò che vuoi purché non danneggi nessuno, è la regola, l’ente serve solo a parlare allo Stato per tutta la comunità, per far valere i diritti dei pagani, per instaurare dialoghi con lo Stato e con altre religioni, non ti dicono certo a cosa devi credere e che riti seguire, questo è ben specificato nell'articolo; terzo: queste figure sono votate dai membri dell’ente, se paghi la quota puoi votare chi vuoi.
“E perché dovrei votare uno che non conosco?”. Ma scusa, non conosci neanche il sindaco della tua città, eppure lo vai a votare! Ma che cazzo di ragionamento è? Se seguirai l’ente imparerai a conoscere anche gli altri partecipanti e deciderai chi votare alla prossima elezione, ma devo spiegartelo io? Tu non ci arrivi?
Ma perché la gente parla senza informarsi e soprattutto senza riflettere?

WICCAN D’ITALIA, PRIMA DI GIUDICARE FATEVI UNA CULTURA:
LEGGETE L’ARTICOLO!
LEGGETE PROGETTO RILASCIATO DALLE ASSOCIAZIONI!
INFORMATEVI!!!

E porca vacca!


Vi lascio qualche dritta se non siete in grado di cercarvi da soli le fonti nel web: Progetto Articolo 8.

5 commenti:

  1. Vedi, il problema nasce dal bisogno dell'essere umano di sentirsi integrato in un gruppo, che dia valenza alla sua scelta e che concretizzi le proprie idee. Pare quasi che a vivere in armonia con i propri principi non interessi a nessuno, la cosa più importante è far parte di una setta (brutto termine solo per il significato che gli viene dato, ma per il resto ogni gruppo che predica una qualsiasi ideologia è di fatto una setta). Perfino gli atei ne hanno creata una, si chiama UAAR.
    Ora, tu lo sai, io sono atea e in quanto tale mi faccio sempre un sacco di domande, ma senza la pretesa di averne le risposte prima che la morte mi colga, pertanto non scandaglio le varie ideologie e teorie sul perché il Tutto è tale per poterne abbracciare una, ma solo per pura curiosità e sete di sapere.
    Alla luce dei fatti sono una persona che non fa parte di nessun agglomerato ideologico ed è una così gran bella cosa.
    C'è una grossa differenza tra intavolare un dibattito scambiandosi ideologie in pace e nel rispetto dell'armonia comunitaria e lottare per farle valere in una società in cui se non ti aggreghi in un gruppo, possibilmente numeroso nessuno ti ascolta; come se la veridicità di quanto si dice fosse direttamente proporzionale al numero dei seguaci...
    Poi c'è lo spinoso problema dei soldi: nessuna setta acquista valore e forza se non possiede un fondo d'entrate a cui attingere per eventuali volantinaggi, pubblicità, feste, costruzione di luoghi di culto, eccetera... ma tutto ciò quanto c'entra con il fatto che la Natura ha un corso da seguire a prescindere che se ne conoscano i funzionamenti e che tutte queste guerrettine tra religioni non fanno altro che rovinarci il buonumore, oltre che la Natura stessa?

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    1. Francamente io non la vedo come una cosa che va ad "intaccare" il modo di vivere la mia spiritualità, semplicemente è un modo per far valere anche i miei diritti. Fintanto ché la tua "setta", per usare il tuo termine che trovo formalmente, eticamente ed umanamente errato, io lo chiamerei più "credo" o un "culto", non viene riconosciuta, sei sempre soggetto alle "angherie" altrui. Nel senso che fino a quando non viene riconosciuto si pensa sempre sia un gioco. Ma è errato far valere i propri diritti? E' errato far sentire la voce di un altro credo? E' errato sperare di avere un minimo di rispetto da parte degli altri? Io non credo. E se per avere questo diritto devo essere riconosciuto dallo Stato in un dato modo perché ci sono delle leggi giuridiche da rispettare, io lo farò, senza dovermi sentire in colpa nei confronti della mia spiritualità che è si, una cosa personale, ma che ha bisogno di essere rispettata allo stesso modo in cui vengono rispettate tutte le altre.

      Io non ci vedo nulla di male. L'U.I.R.N., come tutte le altre associazione a scopo religioso, non ti dice come deve essere la tua spiritualità, fa valere solo i tuoi diritti di fronte allo Stato e alle altre religioni, ed è la stessa cosa che fa l'U.A.A.R. per gli atei, perché se non ci fossero loro a "parlare" per il popolo ateo, oggi tu non ti potresti definire liberamente tale. Non so se mi spiego.

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  2. Praticamente diciamo la stessa cosa, Maddy. Ragioniamo entrambe in base a ciò che il contesto ci offre e cioè una società in cui chiunque deve essere riconosciuto per essere tutelato o preso in considerazione e acquisire di fatto qualsiasi cosa derivi da tale considerazione, quindi diritti e doveri... e soprattutto libertà.
    La piccola differenza è che tu ti chiedi SE riusciranno tutti a ottenere tutto questo e "lotti" nel tuo umano possibile, io invece mi chiedo PERCHÉ ci sia bisogno di "lottare" per ottenere una considerazione che dovrebbe essere automatica tra esseri civili.
    Cos'è che spaventa? Perché a questo punto si deve trattare di timore, altrimenti parole come "infedele", "dannato", "maledetto", "blasfemo", fino ai peggiori appellativi come "pericoloso", "cattivo", "brutto", che in alcuni casi portano a ben altre offese come "invasato", "stupito", "cretino"... non avrebbero scopo di esistere.
    Se sparisse la parola "razzismo" sparirebbero molti bisogni di riconoscimento su questo pianeta e allora non servirebbero nemmeno tante sette, o culti, o credo, o chiamiamole come più ci pare ma che restano comunque raggruppamenti più o meno numerosi perennemente in conflitto tra loro. Animalisti contro scienziati, Croce di Cristo contro la Mezzaluna Islamica, Testimoni di geova contro buddisti, conservatori contro progressisti... la lista è infinita e spesso vi è possibile fare un infinito girone all'italiana intercambiando gli scontri.
    Ma a che pro?
    Forse cambiando le mentalità alla radice si otterrebbe molto di più, no?

    ... Mio padre ha sempre detto che sono una sognatrice. Da una Gemelli e per giunta mancina cosa si aspettava? Che diventassi un notaio?? ;)

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    1. Ahahahaha!
      Io sono d'accordo con te, essere liberi è un diritto, ma c'è anche il risvolto della medaglia.
      Immagina se, in un mondo libero di professarsi, nascesse un culto etico il cui Dio chiede di assassinare a vanvera chi gli pare a seconda delle leggi stabilite da tale culto. Sarebbe un abominio togliere la vita a qualcuno in nome di un culto non trovi? Pensiamo alle crociate.
      Ecco, la "legalizzazione", l'"accettazione" da parte di un ente giuridico è d'obbligo in questi casi. Non possiamo fare sempre ciò che ci aggrada in nome della libertà di pensiero.
      Per questo, secondo me, si, bisogna lottare per i propri diritti, ma bisogna capire anche che dare troppa liberà potrebbe anche essere controproducente.
      Non è il nostro caso ovviamente, ma forse è per questo che non possiamo essere del tutto liberi di "professarci" senza l'approvazione "legale".

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  3. "Una parte della comunità pagana in Italia sta lavorando per fare il così detto “salto di qualità”: vuole rendere la Wicca ed altre correnti neopagane (che non starò qui ad elencare) una vera religione, una religione riconosciuta dal nostro Stato."

    Sarebbe fantastico se così fosse, ma vedi, c'è un problema: la cosa non è possibile, perché lo Stato Italiano non riconosce le religioni. E non le riconosce per un fatto molto semplice: perché la Costituzione, nell' Art. 19 che sancisce il diritto di chiunque di professare la propria religione liberamente, le riconosce già implicitamente tutte.
    Il progetto a cui fai riferimento non fa questo, ma altro: crea un ente di culto, in parole povere una Chiesa.
    I moltissimi (la maggioranza direi) che non sono favorevoli, non lo sono proprio perché hanno letto e ben compreso quello che c'è scritto nel progetto, che spesso sfrutta il linguaggio legale per confondere le acque.
    Se vuoi informarti su tutto quello che il progetto fa e non dice in modo chiaro, ti consiglio una lettura approfondita della pagina https://www.facebook.com/conosciP8

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