5.13.2014

L’autore incompreso

La faccenda che scrivo storie comincia a divulgarsi tra chi mi conosce, la tenevo segreta fino a poco tempo fa, lo sapevano davvero in pochissimi, ma adesso ho deciso di venire allo scoperto. Mi è capitato un paio di volte di assistere a dialoghi tipo:
«Ah, ma tu scrivi fiabe?».
«Bè, si, più o meno».
«E puoi fare da intrattenimento ai bambini di tale gruppo per tale evento?».
«Bè si, potrei…. Che tipo di storie ti servono?».
«Fiabe per bambini».
«Quante te ne servirebbero?».
«Non so, cinque o sei».
Cinque o sei? Io con cinque o sei fiabe ci pubblico un libro!
Ragazzi scrivere una storia non è come fare un disegno o un lavoro di decupage. Scrivere è una cosa che non si può fare a comando, è una cosa che ti nasce da dentro come un fiore. E’ spontaneo. Si, puoi provare a scrivere un paio di cose a comando, ma sono sempre un paio, non puoi scrivere un libro a comando, non puoi fare una raccolta di fiabe a comando. E’ come chiedere ad un poeta che non si è mai innamorato di scrivere una poesia sull'amore

Il fatto che la gente faccia richieste da casa editrice come se stessero chiedendo noccioline mi fa rabbia, mi fa capire che non comprendono ciò che chiedono, non si rendono conto del lavoro che c’è dietro un testo, anche di quello più stupido ed insignificante. Una storia va sentita dentro prima di tutto, ideata, studiata e poi viene scritta se vogliamo che abbia un senso logico, altrimenti leggetevi un libro di Christopher Paolini e fate prima!
A parte il fatto che difficilmente scrivo fiabe per bambini, io scrivo storie per adulti. E già, per adulti, avete capito bene! E le storie per adulti, se non lo sapete, possono essere romanzi da mattone o libricini da pareggio gambe del tavolo. Perciò mettere insieme una fiaba per bambini mi risulta già un tantino difficile, ma lo faccio, ci voglio provare, lo voglio fare, ma ho un limite anch’io porco cane!

Non ho capito perché uno che scrive deve essere immancabilmente etichettato come “quello che scrive storie per bambini”. Alla spicciola se scrivi un romanzo e te lo pubblicano nell’immaginario collettivo sei uno che scrive libri difficili, se invece lo fai perché ti diverte farlo nel piccolo di casa tua allora scrivi storie per bambini. Sono decisamente scioccata dalla cosa e mi è già capitato un paio di volte!

4 commenti:

  1. Cinque fiabe per bambini non sono un libro, sono cinque fiabe da bambini.
    Ti ricordo che l'attenzione di un bambino nei confronti di una persona estranea varia dai tre ai dieci minuti, a seconda dell'età.
    Una storia, che al momento di rileggerla un adulto ci impiega un minuto e mezzo, si moltiplica per due nel momento in cui la devi "recitare" a un gruppo di bambini.
    Ce la potrai fare! Più che sulla lunghezza devi giocare sulla trama! ;)

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    1. Appunto! Una fiaba per bambini, seppur breve, va ben studiata se vogliamo che abbia presa, perciò già scriverne una ha la sua diciamo "difficoltà". Se ne devo scrivere 5 o 6 le mando al Battello a Vapore, scusami!

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  2. O.o
    Credo che sia questo il motivo che non rendo pubblico a tutti che scrivo in un blog. So che già che mi chiederebbero: E cosa scrivi? Perchè racconti i tuoi fatti a tutti?
    ....perchè non taci e basta? Eh!

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