7.20.2014

La fine di Gaia

Quest’anno fa caldo, poi piove. Poi fa caldo e poi piove di nuovo. E’ una cosa a cui dalle mie parti non siamo abituati. Qui ad agosto fa caldo da schiattare. Così caldo che guardi con orrore i vestiti, che preferiresti essere una cicala che gracchia, che le zanzare si appostano dentro casa e diventano amici di famiglia, che con l’acqua fredda del rubinetto puoi cuocere la pasta. Quest’anno no. Quest’anno il caldo è placido, quasi svogliato. A noi sta bene, figuriamoci, però è strano non poter fare una nuotata di mezzanotte perché fa freschetto, è strano portare le scarpe chiuse perché piove, è strano sentire l’allerta meteo quando si avvicina un temporale. L’inverno è stato lo stesso quest’anno. Niente sciarpe, niente guanti, niente cappelli, niente maglioni. Dovete credermi, era strano forte!
L’anno scorso a Genova c’è stata l'alluvione, quest’anno fa caldo in un modo bizzarro, sarò catastrofica io, ma per me questi sono cambiamenti climatici belli e buoni. E’ da qualche anno che ci penso, ma negli ultimi due anni quello che era solo un sospetto ora è diventata una convinzione.
Ascoltavo quella canzone di Caparezza oggi, La fine di Gaia. La canzone dice "La fine di Gaia non arriverà, è un fuoco di paglia. Ma in fondo che ne sa? La gente si sbaglia”. Credo che, nonostante la canzone spieghi tutt'altro, questa frase nasconda un’innegabile verità.
Effettivamente la gente cosa ne sa? Dopo essere stata una palla di fuoco, dopo che i vulcani l’hanno devastata, dopo la nascita dei mari, dopo la deriva dei continenti, i dinosauri, lo schianto di una meteora e l’era glaciale, insomma crediamo davvero che la deforestazione, l’inquinamento e il surriscaldamento globale possano uccidere Gaia? Non credete che sarebbe peccare di superbia pensare che dopo di noi non esisterà più vita su Gaia?
Secondo me gli uomini stanno solo provocando la loro stessa fine, ma questo non vuol dire che anche Madre Terra cesserà di esistere. Dopo la nostra fine essa si rigenererà e darà vita ad altra vita in un’infinita spirale di gioia e dolore. Lei si adatterà, si adeguerà e troverà il modo di sopravvivere. Saremo noi a perire.
Perciò non dobbiamo pensare alla fine di Gaia come una fine della Terra, ma solo come alla fine del mondo per come lo conosciamo oggi e alla nascita di un mondo nuovo, un mondo comunque vivo, ma senza uomini.

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