8.10.2014

Attenzione: 'cca nisciuno è fesso!

Oggi vi voglio raccontare una storia, però prima di cominciare avrei un paio di premesse da farvi. Si lo so, il post è lungo, ma vi prego, vi prego di leggerlo fino alla fine. E’ per il vostro futuro, ve lo giuro.

Recentemente sono stata “accusata”, diciamo così, d’essere un po’ razzista nei confronti dei profughi che sbarcano in Italia, ci tengo perciò a precisare un paio di cose:
1. Non credo che nel mondo esistano wiccan razzisti. Chi più di un wiccan, che viene da una corrente di pensiero che nei secoli scorsi è stata messa al rogo, può essere accondiscendente nei confronti delle altre etnie?
2. Non ho mai detto di non comprendere e di non provare compassione per la disperazione di questa povera gente che lascia la propria terra ed i propri cari e che attraversa il mare rischiando la vita.
3. Fortunatamente per me vivo in un posto nel mondo che non ha precedenti in fatto di accoglienza per il forestiero (italiano e non) e non credo di poter essere giudicata male in fatto di ospitalità.

Premesso ciò, ora voglio che guardate questo video. Dura pochi secondi e alzo le mani dal 4:54° minuto in poi. Anche io vorrei sputare in faccia alla signora che comparirà a quel punto, ma voi focalizzatevi sulla parte iniziale, mi raccomando.


Bè, adesso è l’ora della storia.

C’erano una volta due ragazzi della stessa età ed entrambi avevano lo stesso sogno: quello di vivere una vita felice e dignitosa, di trovare una brava moglie e di avere dei bravi bambini. Il primo però abitava in un paese civilizzato e semibenestante, con l’acqua corrente in casa, la luce, il gas, la televisione ed i termosifoni, l’altro invece viveva in una casa di pochi mattoni, con il tetto in lamiera e null'altro.
Il primo lavorava in un bar, sgobbava dalla mattina alla sera, aveva un solo giorno di riposo ed un terzo del suo stipendio lo cedeva allo Stato sotto forma di tasse, ma lui non era scontento perché sapeva che un giorno quelle le tasse che pagava oggi gli sarebbero servite per vivere una vecchiaia decente senza lavorare. Il secondo invece faceva lavori saltuari, pativa la fame ma si intascava per intero quel poco che guadagnava, anche se poi non poteva permettersi di pensare alla propria vecchiaia.
Un giorno, nella terra del ragazzo più povero, scoppiò la guerra e la sua casa fu demolita dalle bombe, perciò fu costretto a fuggire. Usò tutti i soldi che aveva per pagare un barcaiolo che lo avrebbe portato fuori dalla sua terra in un paese che, si diceva, fosse più ricco e dove non c’era la guerra. La traversata non fu facile, la barca era piena di gente che si accalcava l’una sull'altra e non aveva copertura, così erano tutti costretti a restare sotto il sole tutto il giorno, l’acqua scarseggiava e di tanto in tanto qualche passeggero moriva di sete e veniva gettato in mare per fare spazio agli altri. Il ragazzo pensò che quella sarebbe stata la sua fine, che sarebbe morto come un topo in trappola, poi però finalmente qualcuno avvistò la terra e si sentì subito sollevato. Quando sbarcò sul suo personale nuovo mondo, fu accolto da uomini in divisa e dottori con le mascherine che lo aiutarono a rifocillarsi prima di sottoporlo a delle analisi mediche e poi fu scortato in un centro di accoglienza, dove altri come lui ebbero un alloggio pulito, completo di acqua, luce, gas e riscaldamento e dove gli veniva anche dato del buon cibo. Pensò finalmente che la sua vita aveva preso una piega positiva e fu felice.
Il ragazzo più benestante invece, che sgobbava nel bar, un giorno lesse sul giornale che le tasse, che già prendevano un terzo del suo stipendio, sarebbero aumentate perché lo Stato non riusciva a mantenere tutti i profughi che erano arrivati nel Paese in cerca di aiuto. Il giovane fu molto scontento, erano soldi che gli servivano per mangiare, ma l’accoglienza era più importante perché gli era stato insegnato che se fai del bene, un giorno te ne sarebbe stato restituito.
Il profugo intanto, che aveva goduto di tutti i comfort di un paese civilizzato, un bel giorno fu portato fuori dal centro ed una guardia gli disse di trovarsi un lavoro perché non potevano tenerlo a non far nulla tutto il giorno. Così cominciò la sua ricerca, ma nessuno voleva assumerlo perché era straniero. Pensò perciò che piuttosto di dimostrare ciò che valeva, forse era meglio, all'inizio, offrire più lavoro in cambio di meno moneta, così lo avrebbero assunto più facilmente. Ai datori di lavoro stava bene assumere un lavoratore che costava meno, così il ragazzo trovò lavoro, ma un giorno il suo datore di lavoro lo prese in disparte e gli disse: “per tenerti a lavorare pago troppe tasse allo Stato perché devo mantenere gli altri profughi che continuano ad arrivare dalla tua terra, perciò non posso più tenerti”. Il giovane era disperato “no capo, non licenziarmi, se vorrai lavorerò per te senza ingaggio”. Al datore di lavoro nuovamente stette bene e perciò lo tenne con se.
Anche il giovane del bar intanto fu chiamato dal suo datore di lavoro che gli disse: “per tenerti a lavorare pago troppe tasse allo Stato perché devo mantenere i profughi che continuano ad arrivare nel nostro Paese, perciò non posso più tenerti”. Il giovane non voleva essere licenziato “no capo, ti prego, non licenziarmi” disse. “Se vuoi posso tenerti con me ma dovrai lavorare senza ingaggio” gli rispose allora il datore di lavoro. “Ma se lavorerò senza ingaggio come potrò mettere da parte dei soldi per quando sarò vecchio?”. Il giovane perciò fu licenziato e fu costretto a cercare un altro posto di lavoro. Provò in tutti i bar della sua città, ma tutti gli dicevano di non poterlo assumere perché le tasse erano troppo alte. Infine trovò lo stesso datore di lavoro del profugo. “La prego, mi assuma, sono uno che lavora sodo” lo pregò il giovane ex-barista. “E cosa me ne faccio di te? Mi costi troppo? Al tuo posto assumo tre profughi che lavorano senza pretendere l’assunzione” gli rispose quello. Così il ragazzo restò disoccupato.

Ora, forse la storia è un tantino esasperata ma voglio farvi capire un concetto fondamentale: quando si parla di pensione non si parla solo di quella degli anziani, ma anche di quella che si corrisponde agli invalidi, ed ai disoccupati. Ora vi invito a rivedere il video che vi ho postato all'inizio e poi a fare due riflessioni:

1. Prima di ogni cosa, se avete un lavoro, PENSATE AD UNA PENSIONE COMPLEMENTARE! PENSATE AL VOSTRO FUTURO RAGAZZI! Fatelo perché se non lo fate voi nessuno lo farà. Lo Stato non lo rende pubblico ma ha liberalizzato il TFR, questo vuol dire che non può più permettersi di erogare pensioni. E’ un segnale forte e chiaro. Poi, magari, ve ne parlerò in maniera più approfondita perché i contributi che versate non servono ad asfaltare le strade, ma a mantenere chi non lavora.

2. E’ da razzisti pensare che, se non possiamo togliere la pensioni ad anziani ed invalidi (quelli veri ovvio), l’unica soluzione immediata per alleggerire il nostro fardello è quello di risolvere il problema dell’immigrazione? Gli immigrati sono disoccupati che necessitano di servizi che dobbiamo pagare con le nostre tasse. La disoccupazione nel nostro Paese è già alta e pesante da mantenere economicamente, non è pensabile accollarci altri disoccupati dall'estero. Adesso che vi è più chiaro, vi sembra una cosa così stupida o da razzisti? Su quale altro cardine potremmo intervenire se non su questo? Capite perché gli altri Paesi europei chiudono le loro porte all'immigrazione? E’ un reato chiedere che anche l’Italia si adegui ai metodi degli altri Paesi per salvaguardare quei già esigui posti di lavoro che ci sono per i propri giovani?

Mi hanno detto “devi pensare prima di parlare”, bè io ho pensato e non credo di aver parlato a vanvera.
Essere buoni si, ci sta, ma non essere stupidi. L’accoglienza è un diritto ed un dovere, ma dobbiamo cominciare a metterci dei paletti perché essere fessi non ha mai pagato nessuno.

PENSATE AL VOSTRO FUTURO! 

4 commenti:

  1. Cara Marika, anch'io talvolta non concordo con alcune tue opinioni, ma non vi ho mai trovato generalizzazioni di stampo razzista. Piuttosto vi ho sempre trovato la rabbia e la passione di chi lotta per il proprio futuro. Continua a scriverne: solo chi non si espone rimane esente da critiche. Buon ferragosto, e casomai mi piacerebbe dire qualcosa sulle pensioni. Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Enrico, per l'appoggio e la sincerità. Nel prossimo intervento parlerò di TFR e pensioni complementari. Devo solo buttar giù del materiale, breve, stimolante e soprattutto facile da capire. XD

      Elimina
  2. Ciao! Devo ammettere che il post è stato un tantino lungo, però è stata proprio la sua lunghezza ad incuriosirmi ed infatti l'ho letto tutto!!! Mi trovi daccordo con ogni tua singola parola...spesso si viene additati come razzisti quando invece stiamo tentando di sopravvivere! Tutti i paesi li troviamo "fighi" anche per il fatto che danno la priorità, per il lavoro, ai propri cittadini...poi però quando tocca a noi diventiamo improvvisamente razzisti!!!

    Un abbraccio
    Gloria

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille Gloria, per l'appoggio e la condivisione, ma soprattutto per aver commentato. ;)

      Elimina