2.08.2015

La giungla nella mente

Avete notato come la società ci stia mettendo gli uni contro gli altri? Tutti hanno paura di rispondere al telefono se vedono un numero estraneo (al quale rispondiamo già con scetticismo senza neanche sapere perché ci cercano). Abbiamo una casella di SPAM per ricevere la posta indesiderata, ma l’abbiamo mai visto il contenuto di una di quelle mail? Su facebook le notizie che compaiono più spesso sono quelle che parlano di come qualcuno è stato fregato dall’altro, oppure di come evitare di essere fregati.
Ricordo che una volta le catene di Sant’Antonio erano scaramantiche, servivano a stimolare o a scongiurare un dato evento, oggi invece si parla di bimbi rapiti nei parcheggi dei supermercati, o di avvisi di numeri che chiamandoti potrebbero succhiarti via il credito, o di evitare di accettare regali da estranei che potrebbero rivelarsi magici sensori GPS per seguirti fino a casa. Insomma l’ingegno umano non ha limiti, solo che ci sta portando ad un triste isolamento e all’inconscia paura del prossimo. Ci sentiamo tutti costantemente in pericolo e non riusciamo più a fidarci di chi ci circonda, ma molto spesso non lo facciamo per un’esperienza vissuta in prima persona, più semplicemente lo facciamo per sentito dire. Mi domando se è a questo punto che siamo arrivati davvero, sul serio ci riesce più facile credere nel male astratto che nel bene tangibile? Sul serio abbiamo perso la speranza nel prossimo? Davvero non vediamo altro che una giungla pericolosa senza renderci conto della sua bellezza? E se perdere fiducia nel genere umano voglia solo dire che abbiamo perso il nostro personale senso di fare del bene? E’ davvero triste.

“Ci sono armi nei supermercati e mettono i ‘bip’ nei vaffanculo,
ci dicono continuamente che nessuno è al sicuro.
Ma questo lo sapevo già e non è mai stata una buona scusa
per barricarmi dentro casa, la tele accesa e la porta chiusa.
Safari, dentro la mia testa
ci son più bestie che nella foresta”.
Lorenzo Cherubini

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